Mi chiamo Franco e sviluppo per il web.

Uno sviluppo web attento all'ambiente

Sole24 febbraio 2019

Pochi giorni fa ho letto un articolo davvero incredibile su Smashing Magazine, un articolo che mi ha attratto da subito per il titolo. L'articolo in questione era How Improving Website Performance Can Help Save The Planet, ossia “Come il migliorare le performance di un sito Web può aiutare a salvare il pianeta”. La prima reazione che ho avuto è stata tanto di stupore quanto di positiva agitazione, sono infatti particolarmente sensibile al tema dell'ambientalismo e dell'ecologismo. Potrà sembrarti strano ma anche il modo in cui si sviluppa per il Web incide sull'ambiente e il motivo di ciò è facilmente intuibile da chi ha un minimo di conoscenza o anche di immaginazione: più un sito è “pesante”, più potenza è necessaria per trasferire i dati che lo costituiscono dal server remoto al proprio device. Semplice. Se il discorso ti sembra piuttosto astratto visita subito il sito WebsiteCarbon: ti darà subito un'idea di quello di cui sto parlando. Senza dilungarmi troppo nei dettagli devi sapere che quando visiti un sito ciò causa l'utilizzo di una certa quantità di energia da parte del server, o meglio del datacenter in cui esso si trova. Questa energia viene ricavata, in buona parte, dalla combustione dei cosiddetti combustibili fossili, ossia quelli che si sono formati in seguito alla trasformazione (avvenuta in milioni di anni) di sostanze organiche in forme molecolari ricche di carbonio. Probabilmente ciò non avrà nessun significato pe te e sarebbe una cosa comprensibile. Quello che si ricava da questo fatto e che merita di essere saputo, però, è che la loro combustione genere un'elevata quantità di anidride carbonica. L'anidride carbonica, a sua volta, aumenta l'effetto serra, ossia quel “[...] fenomeno atmosferico-climatico che indica la capacità di un pianeta di trattenere nella propria atmosfera parte dell'energia proveniente dalla sua stella” [Wikipedia]. Anche questa definizione potrà sembrarti priva di senso, allora ti basti sapere che uno squilibrio nell'effetto serra causa il surriscaldamento globale e gli squilibri atmosferici. Riprendendo l'esempio del sito WebsiteCarbon, esso ti permette di sapere qual'è all'incirca il livello di diossido di carbonio (ossia anidride carbonica) prodotto quando viene visitato un sito Web. Ho effettuato un test per te con il mio blog e questo è il risultato che ho ottenuto:

Screenshot del sito WebsiteCarbon
Screenshot del test effettuato su WebsiteCarbon col mio sito https://www.francoscarpa.com

Le stime non sono precisissime e anche i dati forniti sembrano un po' contraddittori (ad esempio quello 0kg che equivarrebbe a 7.5 milioni di bollicine; bisognerebbe cercare di dare un'approssimazione più credibile dei dati), ma si tratta comunque di uno strumento davvero particolare e soprattutto utile. Ora so che quando qualcuno visita il mio blog l'anidride carbonica sprigionata basta (ma guarda un po') per gonfiare un palloncino. Un altro sito che fornisce un risultato simile è Ecograder. Riassumendo, ogni visita a un sito Web produce una certa quantità di anidride carbonica, la quale va ad aggravare l'effetto serra del nostro pianeta.

È possibile allora affrontare lo sviluppo Web con un'impronta più “green”? Fortunatamente sì e il metodo è solo uno: creare siti che richiedono una quantità di energia minore, che si traduce in una riduzione delle loro dimensioni (in termini di pesantezza).

Quando parlo dell'eccessiva pesantezza dei siti che visitiamo mi riferisco alla sproporzionata quantità di schifezze che li infestano, non a quelle funzionalità che sono ritenute indispensabili per il suo funzionamento (che per uno possono essere ad esempio i pulsanti di condivisione social, per un altro l'integrazione di Google Analytics, anche se dubito fortemente che ogni sito ne abbia davvero bisogno). Illuminante da questo punto di vista è stato il sito Death to Bullshit, di Brad Frost. Esso è l'esempio migliore di come un sito possa essere o concentrato sul suo contenuto, oppure pieno di “stronzate”, come le chiama lui.

Screenshot del sito WebsiteCarbon
A sinistra la versione del sito Death to Bullshit con le “schifezze”, a destra quella senza

Tutto il discorso fatto finora sulla necessità di ridurre le dimensioni di un sito ha come primo e inevitabile effetto quello di dare la massima priorità al contenuto. Un sito Web è uno strumento per informare, il suo scopo principale è quello di comunicare e la comunicazione deve focalizzarsi sul contenuto, sull'informazione nuda e cruda, indisturbata da inutili elementi secondari. Bisogna ammettere che i siti di oggi non sono così psichedelici come quelli che dominavano la scena anni fa, nel periodo in cui sembrava che l'originalità si basasse sullo smodato utilizzo di una grande quantità di effetti come parole luminose, scintille che seguivano il cursore del mouse, GIF a ripetizione e chi più ne ha più ne metta. Fortunatamente infatti sembra che si stia diffondendo una maggiore consapevolezza e attenzione nei confronti dell'estetica dei siti, dei font, dei colori, del layout e ancor di più sono frequenti siti minimali e puliti. Ciò che però non ha smesso di esistere (anzi, forse è peggiorata) è la presenza di elementi inutili all'interno delle pagine, come pulsanti social, pop-up invasivi, pubblicità che addirittura, a volte, non c'entrano nulla con il contenuto della pagina. Si potrebbe davvero mettere in discussione la reale utilità di questi strumenti. Un articolo pubblicato su un sito Web ha davvero bisogno dei pulsanti social? Sono davvero necessarie tutte quelle pubblicità invasive? E quelle odiose finestre pop-up? Tutti elementi che vanno ad aumentare le dimensioni di una pagina Web, gravando sulla velocità di connessione di cui dispone un device, sull'utilizzo della rete dati e, come visto, sul pianeta stesso. Quando si crea un sito bisogna anzitutto realizzare che quella che si vuole presentare è informazione e per la sua stessa natura non deve essere distorta da altri elementi che non hanno nulla a che fare con essa. Ti consiglio caldamente di leggere l'articolo che ti ho indicato all'inizio del mio scritto, in quanto riporta molte altre indicazioni e suggerimenti di lettura in merito. Ti consiglio, non a caso, di approfondire anche gli articoli che vengono citati, in quanto sono estremamente utili per approfondire la tematica in questione. Soprattutto ti consiglio di pensare bene a come organizzare il layout della tua pagina quando vuoi presentare delle informazioni, ricordandoti che il suo principale obiettivo è quelli di comunicare all'utente qualcosa.